PBR Fashion
Il progetto
Contesto e MotivazioneAd oggi le sfide del Made in Italy vertono sulla necessità di contrastare la contraffazione dei capi di abbigliamento unitamente alla promozione di un racconto autentico che valorizzi la qualità dei tessuti e delle lavorazioni, per contrastare il “fast fashion”. PBR Fashion si pone come un'innovazione radicale nel mondo della moda, che unisce una interfaccia digitale per il racconto multisensoriale ed estremamente realistico dei capi di abbigliamento, ad etichette 4D per il tracciamento univoco della filiera in blockchain. Il sistema promuove una maggiore consapevolezza circa l'origine, il processo produttivo e le potenzialità di riciclo dei capi, in ottica economia circolare.PBR Fashion è un progetto innovativo finanziato dal MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, un partenariato esteso tra università, centri di ricerca e imprese, finanziato dal MUR (ministero dell’Università e della Ricerca) e coordinato dal Politecnico di Milano nell’ambito del programma NextGenerationEU (PNRR), con l’obiettivo di promuovere la collaborazione tra pubblico e privato in settori chiave come abbigliamento, arredamento e legno, automazione e meccanica. Project's ConceptIl PBR Fashion è un sistema di grafica computerizzata per il rendering realistico di tessuti, per la tracciabilità mediante 4D barcode e per la fruizione informativa multisensoriale inclusiva. Il PBR (Physically Based Rendering) permette di simulare con estrema precisione il modo in cui la luce interagisce con i materiali e quindi di ottenere immagini così realistiche che sembrano fotografie.Il progetto di ricerca mira dunque a introdurre nello stato dell’arte etichette 4D che coniugano un profilo stampato 3D a materiali “stimuli responsive”, supporti difficilmente replicabili in ottica di anti-contraffazione e verificabili mediante uno smartphone.Inoltre, il progetto mira ad utilizzare un approccio di rendering digitale PBR per una visualizzazione dei tessuti estremamente realistica, ampliando il racconto oltre il visivo grazie all'ausilio di interfacce aptiche e sonore che rendono l'esperienza di ogni capo multisensoriale ed inclusiva in ottica extended reality.Mediante la tracciabilità della filiera ed il "grafo" dei materiali utilizzati registrato in blockchain, si promuoverà la sostenibilità ed il riutilizzo. Obiettivi del progetto
4D barcode and PBR rendering approach as tools to promote made in Italy and defeat fast fashion – Abstract ASA 2025
Il progetto PBR Fashion si colloca pienamente all’interno dei campi di intervento 022 e 023 previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), contribuendo in modo significativo sia agli obiettivi di riduzione delle emissioni e adattamento ai cambiamenti climatici, sia alla promozione dell’economia circolare attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e sostenibili. Il progetto, infatti, rappresenta un’iniziativa di ricerca e sviluppo che mette al centro l’innovazione green nel settore moda, combinando strumenti digitali evoluti e materiali biodegradabili.
In riferimento al campo di intervento 022, le attività sviluppate nell’ambito del progetto rientrano pienamente nei processi di ricerca e innovazione orientati alla resilienza climatica e alla riduzione delle emissioni di carbonio. In primo luogo, l’introduzione di tecnologie avanzate per la visualizzazione realistica dei tessuti, attraverso il sistema PBR (Physically Based Rendering), consente di ridurre la necessità di produzione fisica di prototipi e campioni, contribuendo così alla diminuzione delle risorse impiegate e delle emissioni correlate ai singoli processi produttivi. Di conseguenza, la fruizione digitale e multisensoriale contribuisce a ridurre gli spostamenti e i trasporti fisici per la visione e selezione dei capi, riducendo la “carbon footprint”. Altro elemento rilevante è l’utilizzo di materiali stimuli responsive per le etichette 4D, pensati per garantire anti-contraffazione senza l’impiego di metodi chimici inquinanti, il che rappresenta un importante passo avanti verso una filiera più rispettosa dell’ambiente. Infine, il sistema di tracciabilità basato su blockchain permette di controllare in modo trasparente l’intero ciclo di vita dei prodotti, incentivando una maggiore responsabilità ambientale sia da parte dei produttori che dei consumatori.
Per quanto riguarda il campo di intervento 023, il progetto si distingue per la sua vocazione all’economia circolare, integrando nelle proprie logiche progettuali la valorizzazione, il riutilizzo e la tracciabilità dei materiali impiegati. L’utilizzo del PLA (acido polilattico), un materiale biodegradabile derivato da fonti rinnovabili come l’amido di mais, dimostra l’impegno concreto nella riduzione dell’uso di plastiche tradizionali e nella sostituzione di componenti non riciclabili con alternative sostenibili. La creazione di un grafo dei materiali registrato su blockchain consente non solo la tracciabilità della provenienza e del ciclo di vita dei materiali, ma anche la possibilità di agevolarne il riciclo e il riuso, in ottica sostenibilità e in linea con i principi fondamentali dell’economia circolare. Inoltre, il sistema consente di mantenere un inventario digitale trasparente delle risorse impiegate, contribuendo ad una gestione intelligente dei materiali e al contenimento degli sprechi. L’interfaccia digitale progettata per la narrazione multisensoriale dei capi, inoltre, incoraggia una maggiore consapevolezza nei consumatori finali, educandoli al valore della durabilità e alla possibilità di riciclo dei prodotti acquistati, in opposizione alle logiche del fast fashion.
È opportuno sottolineare, inoltre, che il progetto applica pienamente il principio DNSH (Do No Significant Harm), assicurandosi che nessuna delle attività previste arrechi danni significativi agli obiettivi ambientali dell’UE. Detto principio viene garantito sia dalla scelta dei materiali utilizzati (quale appunto il PLA), che non rilasciano sostanze tossiche e sono pienamente biodegradabili, sia nell’adozione di tecnologie digitali e server green a basso consumo energetico che riducono drasticamente l’impatto ambientale in tutte le fasi di progettazione, produzione e distribuzione. Tutte le attività di ricerca e sviluppo sono strutturate per minimizzare l’uso di risorse non rinnovabili e promuovere soluzioni a basso impatto, coerenti con le linee guida del Green Deal europeo.



